lunedì, Gennaio 19, 2026
No menu items!
FABI
a cura del Coordinamento FABI Giovani - giovani@fabi.it
HomeEditorialeLa Teoria della Relatività

La Teoria della Relatività

La relatività ci insegna che il tempo non scorre in modo uniforme per tutti: si dilata, si restringe, cambia forma a seconda del punto in cui ci si trova. Vale per gli orologi degli astronauti e per quelli sulla Terra, ma vale anche – e forse soprattutto – nella vita sociale e nel lavoro.

Nel mondo sindacale, l’esperienza del tempo è altrettanto relativa: ci sono conquiste che sembrano arrivare in un lampo, e trasformazioni che richiedono anni; ci sono stagioni in cui un’ora pesa come un macigno e altre in cui mesi di trattativa passano come fossero giorni. È una relatività diversa, non fisica ma sociale, che ricorda come nulla sia immobile, e come ogni avanzamento sia frutto di un continuo riadattamento al contesto, ai bisogni, alle sfide del momento.

Sembra ieri il momento della firma di rinnovo del CCNL del settore del credito, uno dei migliori di sempre probabilmente, che grazie alla preziosa regia della FABI e delle altre organizzazioni sindacali ha riconosciuto all’intera categoria un cospicuo riconoscimento economico e delle solide basi normative per affrontare il futuro. Alla base dei grandi risultati ottenuti vi è una grande capacità politica e lungimiranza delle segreterie nazionali ed in particolare del Segretario Generale della FABI, Lando Maria Sileoni. Ma non solo.  In un momento storico nel quale si parla di crisi della democrazia e forse anche della rappresentanza (basta guardare i recenti dati di affluenza alle urne), nel settore del credito possiamo vantare una percentuale altissima di adesione al sindacato. I numeri parlano chiaro, infatti circa 3 persone su 4 conferiscono mandato ad una delle 5 organizzazioni sindacali titolate a negoziare con la parte datoriale. Non è un caso quindi se il settore del credito ha ricevuto l’aumento più importante rispetto alle altre categorie. Ma questo riguarda ormai il passato.

Nei prossimi mesi saremo chiamati a negoziare il rinnovo del CCNL ma non solo. Piani industriali, contratti integrativi aziendali dei principali gruppi bancari e la partita sempre aperta degli M&A, che inevitabilmente avranno ricadute sulle persone che rappresentiamo. Tutto questo dovrà fare i conti con l’intelligenza artificiale, digitalizzazione ed una classe politica che a volte non sembra aver ben chiara la differenza tra banchieri a bancari. Insomma, un quadro complesso.

Secondo la dottrina economica l’intelligenza artificiale automatizzerà e sostituirà i mestieri ripetitivi a basso valore aggiunto valorizzando l’expertise e le competenze dei colleghi con mansioni “specializzate”. Il lavoro non perde quindi il suo valore economico e sociale ma si trasforma e si rinnova. Secondo le previsioni più ottimistiche il risultato potrebbe essere addirittura maggiore occupazione e prosperità condivisa. Infatti, un recente studio (Albanesi et al. 2023) conferma che i lavoratori maggiormente coinvolti dall’impatto dell’intelligenza artificiale sono proprio quelli più qualificati e ad alta retribuzione, con un effetto strabiliante: l’occupazione cresce di più nelle professioni più esposte, ovviamente a discapito delle altre.

Ora la domanda sorge spontanea: succederà tutto questo anche nel nostro settore o assisteremo agli ennesimi pretesti per la riduzione del personale? Ai posteri l’ardua sentenza… Evidentemente ci sarà un importante conversione del personale e spariranno alcuni mestieri che già oggi, forse,  fanno parte di un modo di fare banca che non esiste più. La cosa certa è che il 92% delle banche italiane ha già investito o sta investendo in IA ed il rischio che il sistema potrebbe avere sarà quello della dipendenza tecnologica dai pochi fornitori esterni di intelligenza artificiale. Qui si potrebbe materializzerebbe anche il tema della protezione dei dati, della privacy e quindi del rischio fragilità del sistema bancario italiano. Insomma, gestire questo processo non sarà semplice e il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Il tempo, nella fisica come nel lavoro, non è mai una costante immobile. Cambia, accelera, si contrae. E oggi il settore del credito vive una fase in cui questa relatività è particolarmente evidente: alle spalle abbiamo conquiste significative, davanti a noi sfide che richiedono coraggio, rapidità e una visione chiara. Dovremo saper leggere questo nuovo tempo, interpretarlo e governarlo, continuando a rappresentare un punto fermo in un contesto che fermo non è. La tecnologia, l’intelligenza artificiale, le trasformazioni organizzative e i cambiamenti culturali ridisegneranno il lavoro bancario. Ma ciò che rimane imprescindibile è la capacità di negoziare diritti, tutele e prospettive per una categoria che sta attraversando la più grande transizione degli ultimi decenni. Il futuro non è scritto e non scorre allo stesso ritmo per tutti. Ma sapremo ancora una volta essere “regia”, come lo siamo stati nei successi recenti e la relatività del tempo potrà diventare un’opportunità: non un ostacolo, ma la condizione stessa del cambiamento.

Alessandro De Riccardis
Alessandro De Riccardis
Coordinatore Nazionale FABI Giovani
ALTRI ARTICOLI

Il Grillo Parlante

Risiko bancario

FABI
FABI

I PIU' LETTI

FABI