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L’intelligenza artificiale nel mondo bancario: tra evoluzione e nuovi scenari

Negli ultimi anni, è lampante come l’intelligenza artificiale (AI) sia entrata silenziosamente ma in maniera significativa anche nel settore bancario per sua natura orientato al dato, alla sicurezza e all’efficienza, dimostrandosi particolarmente ricettivo verso queste tecnologie, integrandole in una gamma sempre più ampia di processi e funzioni. Non solo considerata come strumento di automazione, ma anche come elemento che darà sempre più modo di ridefinire figure professionali e competenze. La crescita dell’innovazione digitale è un punto focale che le banche stanno affrontando con sempre maggiore importanza. “Quello di oggi è il momento di un grande passaggio per quanto riguarda le innovazioni: per la prima volta, tutti i grandi gruppi stanno investendo concretamente nel digitale.” sostiene in un’intervista a MF Milano Finanza il nostro segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

L’intelligenza artificiale è già oggi, parte attiva in diversi ambiti bancari, come ad esempio chatbot e assistenti virtuali, impiegati nei servizi di customer care, gestiscono richieste semplici, supportano l’accesso ai servizi digitali e alleggeriscono il carico delle filiali. Secondo uno studio di Juniper Research, i chatbot bancari potrebbero gestire fino a 79% delle interazioni di assistenza entro il 2026. In servizi come la prevenzione frode, l’AI permette di individuare anomalie nei comportamenti di spesa o nei flussi di transazioni, contribuendo a rafforzare la sicurezza in ambito digitale. Per non dimenticare la possibilità di analisi predittive, dove le banche possono proporre offerte personalizzate, suggerendo prodotti coerenti con le abitudini del cliente indicate in fase di profilatura e non solo.

Da questo si evince come “le banche cambieranno, ma il fattore umano, come abbiamo sempre dimostrato, continuerà a essere essenziale per tutte le attività delle banche e in particolare per la relazione con la clientela” si legge nello speciale di MF Milano Finanza, che guarda al futuro sottolineando la necessità di salvaguardare il fattore umano. Rimodulare i ruoli professionali automatizzando alcune mansioni, potrà spostare il focus sempre più su tematiche concernenti consulenza, relazione e strategia. L’integrazione dei profili ibridi, in grado di lavorare a contatto con l’AI potranno modellare i processi decisionali. Ma non dimentichiamoci però che etica, trasparenza e privacy, sono i fondamenti del settore creditizio. Infatti, Il 1º agosto 2024 è entrato in vigore il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (legge sull’IA). “Il regolamento mira a promuovere lo sviluppo e la diffusione responsabili dell’intelligenza artificiale nell’UE.”  La proposta della Commissione nell’aprile 2021, approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel dicembre 2023, affronta i potenziali rischi per la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali dei cittadini, fornendo requisiti e obblighi chiari a sviluppatori e operatori per quanto riguarda gli usi specifici dell’IA.

Lo scenario bancario emergente, dove AI sta avendo maggiore evoluzione, riguarda i così detti “Robo-advisor” ovvero strumenti di consulenza automatizzata e personalizzata, le attività di valutazione dei prodotti ESG e sostenibilità negli investimenti e altro ancora. L’adozione di queste tecnologie, tuttavia, non è uniforme perché esistono differenze significative tra grandi gruppi, banche locali e istituti specializzati. L’intelligenza artificiale nel settore bancario si configura, non come una rivoluzione improvvisa, ma come una trasformazione graduale, che coinvolge strumenti, persone, competenze e modelli di relazione. A fronte di questo ancora una volta preme sottolineare la lungimiranza e l’assunzione di responsabilità che la Fabi, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha dimostrato nella sottoscrizione dell’ultimo innovativo CCNL laddove sono state previste una serie di norme atte ad anticipare e governare il cambiamento in atto. Una su tutte è rappresentata dal fondamentale ruolo assegnato alla cabina di regia che, costantemente, svolge attività di monitoraggio della situazione pronta a rimodulare e creare nuove figure professionali e inquadramenti al passo con l’evoluzione dei tempi.

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