Le tende si alzano, si vedono la strada e gli appartamenti dell’edificio di fronte. La telecamera si avvicina e la vita si anima in un’afosa mattinata estiva: un gatto passeggia, chi ha dormito sul balcone per combattere l’afa si sveglia, c’è chi si veste e fa colazione.
Inizia così “La finestra sul cortile” (1954) di Alfred Hitchcock, con protagonisti James Stewart e Grace Kelly. Stewart è un fotografo con una gamba rotta che, per combattere la noia della convalescenza, passa le sue giornate a spiare i vicini utilizzando la sua macchina fotografica con teleobiettivo, scoprendo un omicidio.
La mini serie “La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra” richiama il capolavoro di Hitchcock in chiave moderna e più efferata, confermandoci che il voyeurismo soddisfa la curiosità delle persone. In questi due esempi porta alla soluzione di un crimine, ma tutto parte dalla violazione della privacy.
Questo è un tema delicato e importante, specie al giorno d’oggi con i social network così presenti nelle nostre vite, con gli hacker che la possono violare facilmente e con l’intelligenza artificiale che può essere utilizzata per modificare foto e video.
Prima ancora della nascita dei social negli anni ’90 è stato un tema messo in evidenza dal format dei reality show, dove i momenti privati venivano portati sullo schermo. “The Truman Show” (1998) li porta allo stremo, esponendo al pubblico in diretta l’intera vita di Truman Burbank (Jim Carrey), in una città dove tutto è finzione, una recita organizzata ai danni dell’ignaro uomo.
Se “The Social Network” (2010) ci presenta la nascita di Facebook e la diatriba legale che ha coinvolto il suo fondatore Mark Zuckerberg, è il documentario “The Great Hack – Privacy Violata” (2019) a mostrarci come i dati del social network venissero utilizzati dall’azienda Cambridge Analytica per influenzare le opinioni politiche di milioni di utenti.
Apparire, mostrarsi e raccontare la propria vita ai follower è quello che fanno gli influencer ogni giorno, rendendo pubblico ciò che interessa, ma portando anche le loro vite private a non esserlo più veramente.
“The Circle” (2017) tratta questi temi, facendoci riflettere. È il penultimo film dell’attrice Emma Watson (diventata famosa per il ruolo di Hermione nella saga di Harry Potter), che si è allontanata da Hollywood perchè si sentiva soffocata dalla parte promozionale dei film, che risultava più importante della recitazione stessa.
Pubblicare tutto quello che facciamo, essere sempre connessi a scrollare immagini ha portato a una doppia realtà in cui se non posti non esisti. Bisogna riflettere: mettere la nostra vita alla mercé di tutti, far sapere agli altri cosa facciamo e dove siamo è davvero così importante?
Ne deriva anche un tema di sicurezza: se mostriamo che siamo fuori casa, i ladri possono entrare? Se mostriamo troppo di noi le nostre password di sicurezza sono violabili più facilmente?
Tutta la vita è un palcoscenico, ma ricordiamoci che quello che mettiamo in scena una volta reso pubblico, rimane.





