Di recente abbiamo assistito ad un evento che ha sicuramente catturato l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo: la morte del Papa.
Ma ripercorrendo le fasi successive, possiamo constatare l’assenza delle donne in tutto il processo che ha portato all’elezione del nuovo Capo della Chiesa. Questo perché, allo stato attuale, i Cardinali che partecipano al Conclave sono scelti fra i vescovi e le donne non possono ricevere l’ordinazione sacerdotale o episcopale. I Cardinali sono collaboratori del papa ed in quanto membri del collegio cardinalizio hanno il compito di eleggere il nuovo Pontefice in Conclave. Per essere nominati Cardinali è necessario essere vescovi anche se il papa può teoricamente nominare anche un Cardinale laico.
Viene allora da domandarsi: perché il Papa non può eleggere una donna laica? La risposta è complessa e si snoda su una serie di tematiche ecclesiastiche ma anche culturali, infatti solo uomini ordinati (diaconi, preti e vescovi) possono diventare Cardinali ed alle donne non è consentitoricevere alcun grado del sacramento dell’ordine, ricordando che Gesù scelse solo uomini fra i dodici apostoli; ma il Papa potrebbe cambiare le norme e nominare una donna cardinale laica perché di fatto il cardinalato non è un sacramento, ma un titolo giuridico-ecclesiastico.
Nel passato (fino al 1899) sono esistiti cardinali laici, ma mai donne. Negli anni Settanta del secolo scorso venne timidamente introdotta la possibilità di nominare Madre Teresa di Calcutta come Cardinale onorario, ma l’idea non fu mai concretizzata.
C’è poi l’affascinante e controversa storia della papessa Giovanna, una nobildonna inglese vissuta nella prima metà del IX secolo; innamoratasi di un monaco benedettino, Giovanna cominciò a frequentare gli ambienti ecclesiastici fingendosi un uomo, riuscì ad ingannare la curia ed ottenne la guida della chiesa per circa due anni, tra l’855 e l’857 dopo Cristo con il nome di Johannes VIII Anglicus, ma il suo stile di vita era tutt’altro che casto e puro così durante una processione pasquale fu colta da dolori lancinanti e partorì in mezzo alla folla che la linciò, avendo scoperto l’inganno.
Nonostante le critiche avanzante da diversi storici sulla reale esistenza della donna, il potere evocativo di questa leggenda ha esercitato un fascino artistico a partire da Boccaccio che le dedica un capitolo intero nella sua opera “De mulieribus claris” (Le donne celebri), descrivendola come colei che “di nome paresse uomo, nondimeno di sesso fu femmina” fino ad arrivare ai giorni nostri, ispirando la trama di due film la Papessa Giovanna del 1972 e la Papessa del 2009.
Al di là dei miti, è importante sottolineare il contributo apportato nella chiesa da parte delle donne fin dalla sua costituzione soprattutto a livello mistico anche se permane la loro esclusione da “posizioni apicali”. Papa Francesco ha operato una grande apertura al riguardo consentendo un ampio accesso a ruoli di responsabilità nella catechesi, insegnamento teologico e direzione pastorale. Nel 2021 ha formalizzato l’inclusione nei ministeri di Lettorato e Accolitato: le donne sono autorizzate ad avere un ruolo attivo sull’Altare attraverso la lettura e la spiegazione della parola di Dio e come dispensatrici dell’Eucarestia. Vediamo nel futuro cosa succederà… magari un giorno potremo assistere all’elezione di un Papa donna…





